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	<title>bufala | AZBuy</title>
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	<description>Prodotti e ingredienti per la cucina e il tuo benessere</description>
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	<title>bufala | AZBuy</title>
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		<title>Figliata di Mozzarella di Bufala 1 kg</title>
		<link>https://azbuy.it/negozio/latticini/figliata-di-mozzarella-di-bufala-1-kg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Di Lieto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 11:45:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si presenta all'esterno come un'unica grande mozzarella, ma al suo interno racchiude una "sorpresa": un morbido cuore di panna fresca e decine di piccole mozzarelline che fuoriescono al taglio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La figliata di bufala è una golosa variante della classica mozzarella. Si presenta all&#8217;esterno come un&#8217;unica grande mozzarella, ma al suo interno racchiude una &#8220;sorpresa&#8221;: un morbido cuore di panna fresca e decine di piccole mozzarelline (chiamate ciliegine o bocconcini) che fuoriescono al taglio. Il nome &#8220;figliata&#8221; deriva proprio dal caratteristico effetto a sorpresa, che ricorda una mozzarella &#8220;madre&#8221; che partorisce i suoi piccoli. Come si gusta Il momento del taglio: Tagliare la figliata è un vero e proprio rito conviviale. Di solito si incide la parte superiore con un taglio netto (spesso descritto come un &#8220;parto cesareo&#8221;) per far fuoriuscire il ricco mix di panna e mozzarelline. Abbinamenti: Va gustata a temperatura ambiente per apprezzare al massimo il sapore del latte di bufala. È perfetta da sola o accompagnata da pomodori freschi, prosciutto crudo e un filo di olio extravergine d&#8217;oliva. Conservare a temperatura ambiente e consumare entro 2-3 giorni per ottenere il massimo sapore al palato. Scadenza 15 gg</p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all&#8217;anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione è ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, è fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e &#8220;mozzate&#8221; per ottenere la pezzatura desiderata.<br />
I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 g. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi più fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosità bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore è caratteristico e delicato. Il prodotto può anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali.<br />
L&#8217;affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommità è chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP.</p>
<p><strong>Composizione</strong><br />
La mozzarella di bufala presenta un contenuto in grasso rispetto alla sostanza secca &gt;52% ed una umidità massima del 65%. Il latte di bufala deve provenire dalla stessa zona della lavorazione casearia entro 16 ore dalla mungitura e con un titolo di grasso minimo del 7%. La distribuzione lipidica del latte bufalino è molto simile a quella del latte vaccino, anche se la concentrazioni totale degli acidi grassi è relativamente più alta. La distribuzione percentuale degli acidi grassi all&#8217;interno di un campo tipico è inoltre influenzata da fattori genetici, ambientali, dallo stato della lattazione, dallo stato fisico dell&#8217;animale e dall&#8217;alimentazione, con particolare rilievo delle variazioni stagionali. Il processo di lavorazione pare introdurre piccole variazione nella distribuzione di acidi grassi con un incremento percentuale delle concentrazioni di acidi polinsaturi e coniugati<br />
Distribuzione tipica degli acidi grassi nella mozzarella di bufala campana</p>
<p><strong>Denominazione d&#8217;origine</strong><br />
Un decreto del Ministero dell&#8217;Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta l&#8217;utilizzo della espressione &#8220;mozzarella di bufala&#8221; (anche senza la dicitura aggiuntiva &#8220;campana&#8221;) per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita &#8220;mozzarella&#8221; unitamente alla specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; a condizione che i singoli termini &#8220;mozzarella&#8221; e &#8220;latte di bufala&#8221; vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine &#8220;mozzarella&#8221; e la successiva specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; compaia l&#8217;indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.<br />
Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V&#8217;è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala.<br />
È configurabile il reato di frode nell&#8217;esercizio del commercio qualora venga consegnata all&#8217;acquirente mozzarella qualificata come &#8220;bufala campana d.o.p.&#8221;, la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l&#8217;impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all&#8217;art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che &#8220;il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura&#8221;.</p>
<p><strong>Tipologie</strong><br />
In aree specifiche dove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana può assumere le specificazioni di &#8220;aversana&#8221; o &#8220;piana del Volturno&#8221;, &#8220;pontina&#8221;, &#8220;piana del Sele&#8221;. La famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest&#8217;ultima specialmente nell&#8217;agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Figliata di Mozzarella di Bufala 500 grammi</title>
		<link>https://azbuy.it/negozio/latticini/figliata-di-mozzarella-di-bufala-500-grammi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Di Lieto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 10:59:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si presenta all'esterno come un'unica grande mozzarella, ma al suo interno racchiude una "sorpresa": un morbido cuore di panna fresca e decine di piccole mozzarelline che fuoriescono al taglio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La figliata di bufala è una golosa variante della classica mozzarella. Si presenta all&#8217;esterno come un&#8217;unica grande mozzarella, ma al suo interno racchiude una &#8220;sorpresa&#8221;: un morbido cuore di panna fresca e decine di piccole mozzarelline (chiamate ciliegine o bocconcini) che fuoriescono al taglio. Il nome &#8220;figliata&#8221; deriva proprio dal caratteristico effetto a sorpresa, che ricorda una mozzarella &#8220;madre&#8221; che partorisce i suoi piccoli. Come si gusta Il momento del taglio: Tagliare la figliata è un vero e proprio rito conviviale. Di solito si incide la parte superiore con un taglio netto (spesso descritto come un &#8220;parto cesareo&#8221;) per far fuoriuscire il ricco mix di panna e mozzarelline. Abbinamenti: Va gustata a temperatura ambiente per apprezzare al massimo il sapore del latte di bufala. È perfetta da sola o accompagnata da pomodori freschi, prosciutto crudo e un filo di olio extravergine d&#8217;oliva. Conservare a temperatura ambiente e consumare entro 2-3 giorni per ottenere il massimo sapore al palato. Scadenza 15 gg</p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all&#8217;anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione è ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, è fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e &#8220;mozzate&#8221; per ottenere la pezzatura desiderata.<br />
I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 g. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi più fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosità bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore è caratteristico e delicato. Il prodotto può anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali.<br />
L&#8217;affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommità è chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP.</p>
<p><strong>Composizione</strong><br />
La mozzarella di bufala presenta un contenuto in grasso rispetto alla sostanza secca &gt;52% ed una umidità massima del 65%. Il latte di bufala deve provenire dalla stessa zona della lavorazione casearia entro 16 ore dalla mungitura e con un titolo di grasso minimo del 7%. La distribuzione lipidica del latte bufalino è molto simile a quella del latte vaccino, anche se la concentrazioni totale degli acidi grassi è relativamente più alta. La distribuzione percentuale degli acidi grassi all&#8217;interno di un campo tipico è inoltre influenzata da fattori genetici, ambientali, dallo stato della lattazione, dallo stato fisico dell&#8217;animale e dall&#8217;alimentazione, con particolare rilievo delle variazioni stagionali. Il processo di lavorazione pare introdurre piccole variazione nella distribuzione di acidi grassi con un incremento percentuale delle concentrazioni di acidi polinsaturi e coniugati<br />
Distribuzione tipica degli acidi grassi nella mozzarella di bufala campana</p>
<p><strong>Denominazione d&#8217;origine</strong><br />
Un decreto del Ministero dell&#8217;Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta l&#8217;utilizzo della espressione &#8220;mozzarella di bufala&#8221; (anche senza la dicitura aggiuntiva &#8220;campana&#8221;) per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita &#8220;mozzarella&#8221; unitamente alla specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; a condizione che i singoli termini &#8220;mozzarella&#8221; e &#8220;latte di bufala&#8221; vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine &#8220;mozzarella&#8221; e la successiva specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; compaia l&#8217;indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.<br />
Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V&#8217;è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala.<br />
È configurabile il reato di frode nell&#8217;esercizio del commercio qualora venga consegnata all&#8217;acquirente mozzarella qualificata come &#8220;bufala campana d.o.p.&#8221;, la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l&#8217;impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all&#8217;art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che &#8220;il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura&#8221;.</p>
<p><strong>Tipologie</strong><br />
In aree specifiche dove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana può assumere le specificazioni di &#8220;aversana&#8221; o &#8220;piana del Volturno&#8221;, &#8220;pontina&#8221;, &#8220;piana del Sele&#8221;. La famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest&#8217;ultima specialmente nell&#8217;agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola.</p>
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		<item>
		<title>Mozzarella Affumicata di Bufala 1 kg</title>
		<link>https://azbuy.it/negozio/latticini/mozzarella-affumicata-di-bufala-1-kg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Di Lieto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 17:34:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mozzarella affumicata di bufala campana è un formaggio molle, fresco e a pasta filata prodotto tradizionalmente nelle province di Napoli, Caserta e Salerno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Mozzarella di latte di Bufala affumicata è una variante della Mozzarella di Bufala tradizionale. La mozzarella affumicata si presenta tondeggiante, con una crosta sottile e liscia. Il colore è ovviamente dorato, dovuto all&#8217;affumicatura, che caratterizza anche il profumo e il sapore. La mozzarella di bufala campana è sovente definita &#8220;regina della cucina mediterranea&#8221;, ma anche &#8220;oro bianco&#8221; in ossequio alle pregiate qualità alimentari e gustative del prodotto caseario. Ha ottenuto la denominazione di origine controllata (DOC) nel 1993 e la denominazione di origine protetta (DOP) nel 1996. Il termine &#8220;mozzarella&#8221; deriva dal nome dell&#8217;operazione di mozzatura compiuta per separare l&#8217;impasto in singoli pezzi. La pezzatura delle mozzarelle che compongono 1 kg di prodotto, varia a seconda della produzione giornaliera, va da 8 mozzarelle da 125 g cad a 4 mozzarelle da 250 g cad a 2 mozzarelle da 500 g, scadenza 15 gg</p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all&#8217;anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione è ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, è fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e &#8220;mozzate&#8221; per ottenere la pezzatura desiderata.<br />
I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 g. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi più fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosità bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore è caratteristico e delicato. Il prodotto può anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali.<br />
L&#8217;affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommità è chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP.</p>
<p><strong>Composizione</strong><br />
La mozzarella di bufala presenta un contenuto in grasso rispetto alla sostanza secca &gt;52% ed una umidità massima del 65%. Il latte di bufala deve provenire dalla stessa zona della lavorazione casearia entro 16 ore dalla mungitura e con un titolo di grasso minimo del 7%. La distribuzione lipidica del latte bufalino è molto simile a quella del latte vaccino, anche se la concentrazioni totale degli acidi grassi è relativamente più alta. La distribuzione percentuale degli acidi grassi all&#8217;interno di un campo tipico è inoltre influenzata da fattori genetici, ambientali, dallo stato della lattazione, dallo stato fisico dell&#8217;animale e dall&#8217;alimentazione, con particolare rilievo delle variazioni stagionali. Il processo di lavorazione pare introdurre piccole variazione nella distribuzione di acidi grassi con un incremento percentuale delle concentrazioni di acidi polinsaturi e coniugati<br />
Distribuzione tipica degli acidi grassi nella mozzarella di bufala campana</p>
<p><strong>Denominazione d&#8217;origine</strong><br />
Un decreto del Ministero dell&#8217;Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta l&#8217;utilizzo della espressione &#8220;mozzarella di bufala&#8221; (anche senza la dicitura aggiuntiva &#8220;campana&#8221;) per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita &#8220;mozzarella&#8221; unitamente alla specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; a condizione che i singoli termini &#8220;mozzarella&#8221; e &#8220;latte di bufala&#8221; vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine &#8220;mozzarella&#8221; e la successiva specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; compaia l&#8217;indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.<br />
Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V&#8217;è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala.<br />
È configurabile il reato di frode nell&#8217;esercizio del commercio qualora venga consegnata all&#8217;acquirente mozzarella qualificata come &#8220;bufala campana d.o.p.&#8221;, la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l&#8217;impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all&#8217;art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che &#8220;il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura&#8221;.</p>
<p><strong>Tipologie</strong><br />
In aree specifiche dove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana può assumere le specificazioni di &#8220;aversana&#8221; o &#8220;piana del Volturno&#8221;, &#8220;pontina&#8221;, &#8220;piana del Sele&#8221;. La famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest&#8217;ultima specialmente nell&#8217;agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mozzarella Affumicata di Bufala 500 grammi</title>
		<link>https://azbuy.it/negozio/latticini/mozzarella-affumicata-di-bufala-500-grammi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Di Lieto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 17:28:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mozzarella affumicata di bufala campana è un formaggio molle, fresco e a pasta filata prodotto tradizionalmente nelle province di Napoli, Caserta e Salerno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Mozzarella di latte di Bufala affumicata è una variante della Mozzarella di Bufala tradizionale. La mozzarella affumicata si presenta tondeggiante, con una crosta sottile e liscia. Il colore è ovviamente dorato, dovuto all&#8217;affumicatura, che caratterizza anche il profumo e il sapore. La mozzarella di bufala campana è sovente definita &#8220;regina della cucina mediterranea&#8221;, ma anche &#8220;oro bianco&#8221; in ossequio alle pregiate qualità alimentari e gustative del prodotto caseario. Ha ottenuto la denominazione di origine controllata (DOC) nel 1993 e la denominazione di origine protetta (DOP) nel 1996. Il termine &#8220;mozzarella&#8221; deriva dal nome dell&#8217;operazione di mozzatura compiuta per separare l&#8217;impasto in singoli pezzi. La pezzatura delle mozzarelle che compongono 1 kg di prodotto, varia a seconda della produzione giornaliera, va da 4 mozzarelle da 125 g cad a 2 mozzarelle da 250 g cad , scadenza 15 gg</p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all&#8217;anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione è ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, è fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e &#8220;mozzate&#8221; per ottenere la pezzatura desiderata.<br />
I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 g. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi più fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosità bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore è caratteristico e delicato. Il prodotto può anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali.<br />
L&#8217;affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommità è chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP.</p>
<p><strong>Composizione</strong><br />
La mozzarella di bufala presenta un contenuto in grasso rispetto alla sostanza secca &gt;52% ed una umidità massima del 65%. Il latte di bufala deve provenire dalla stessa zona della lavorazione casearia entro 16 ore dalla mungitura e con un titolo di grasso minimo del 7%. La distribuzione lipidica del latte bufalino è molto simile a quella del latte vaccino, anche se la concentrazioni totale degli acidi grassi è relativamente più alta. La distribuzione percentuale degli acidi grassi all&#8217;interno di un campo tipico è inoltre influenzata da fattori genetici, ambientali, dallo stato della lattazione, dallo stato fisico dell&#8217;animale e dall&#8217;alimentazione, con particolare rilievo delle variazioni stagionali. Il processo di lavorazione pare introdurre piccole variazione nella distribuzione di acidi grassi con un incremento percentuale delle concentrazioni di acidi polinsaturi e coniugati<br />
Distribuzione tipica degli acidi grassi nella mozzarella di bufala campana</p>
<p><strong>Denominazione d&#8217;origine</strong><br />
Un decreto del Ministero dell&#8217;Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta l&#8217;utilizzo della espressione &#8220;mozzarella di bufala&#8221; (anche senza la dicitura aggiuntiva &#8220;campana&#8221;) per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita &#8220;mozzarella&#8221; unitamente alla specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; a condizione che i singoli termini &#8220;mozzarella&#8221; e &#8220;latte di bufala&#8221; vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine &#8220;mozzarella&#8221; e la successiva specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; compaia l&#8217;indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.<br />
Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V&#8217;è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala.<br />
È configurabile il reato di frode nell&#8217;esercizio del commercio qualora venga consegnata all&#8217;acquirente mozzarella qualificata come &#8220;bufala campana d.o.p.&#8221;, la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l&#8217;impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all&#8217;art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che &#8220;il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura&#8221;.</p>
<p><strong>Tipologie</strong><br />
In aree specifiche dove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana può assumere le specificazioni di &#8220;aversana&#8221; o &#8220;piana del Volturno&#8221;, &#8220;pontina&#8221;, &#8220;piana del Sele&#8221;. La famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest&#8217;ultima specialmente nell&#8217;agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Treccia di Mozzarella di Bufala 1 kg</title>
		<link>https://azbuy.it/negozio/latticini/treccia-di-mozzarella-di-bufala-1-kg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Di Lieto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 15:43:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La treccia di mozzarella di bufala campana è un formaggio molle, fresco e a pasta filata prodotto tradizionalmente nelle province di Napoli, Caserta e Salerno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Treccia di Mozzarella di Bufala Campana è un prodotto caseario di eccellenza, realizzato con latte di bufala di alta qualità proveniente dalla Campania. Con un peso di 1 kg, questa splendida treccia si distingue per la sua forma intrecciata caratteristica, la superficie liscia e il colore bianco porcellanato. La sua consistenza è morbida ed elastica, con un sapore fresco e delicato. Perfetta da gustare in purezza con un filo d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, oppure abbinata a pomodori freschi e basilico per una classica insalata caprese. Ideale anche come ingrediente per pizze, bruschette e antipasti raffinati. Conservare a temperatura ambiente e consumare entro pochi giorni. Formato: 1 kg</strong></p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all&#8217;anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione è ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, è fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e &#8220;mozzate&#8221; per ottenere la pezzatura desiderata.<br />
I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 g. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi più fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosità bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore è caratteristico e delicato. Il prodotto può anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali.<br />
L&#8217;affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommità è chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP.</p>
<p><strong>Composizione</strong><br />
La mozzarella di bufala presenta un contenuto in grasso rispetto alla sostanza secca &gt;52% ed una umidità massima del 65%. Il latte di bufala deve provenire dalla stessa zona della lavorazione casearia entro 16 ore dalla mungitura e con un titolo di grasso minimo del 7%. La distribuzione lipidica del latte bufalino è molto simile a quella del latte vaccino, anche se la concentrazioni totale degli acidi grassi è relativamente più alta. La distribuzione percentuale degli acidi grassi all&#8217;interno di un campo tipico è inoltre influenzata da fattori genetici, ambientali, dallo stato della lattazione, dallo stato fisico dell&#8217;animale e dall&#8217;alimentazione, con particolare rilievo delle variazioni stagionali. Il processo di lavorazione pare introdurre piccole variazione nella distribuzione di acidi grassi con un incremento percentuale delle concentrazioni di acidi polinsaturi e coniugati<br />
Distribuzione tipica degli acidi grassi nella mozzarella di bufala campana</p>
<p><strong>Denominazione d&#8217;origine</strong><br />
Un decreto del Ministero dell&#8217;Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta l&#8217;utilizzo della espressione &#8220;mozzarella di bufala&#8221; (anche senza la dicitura aggiuntiva &#8220;campana&#8221;) per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita &#8220;mozzarella&#8221; unitamente alla specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; a condizione che i singoli termini &#8220;mozzarella&#8221; e &#8220;latte di bufala&#8221; vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine &#8220;mozzarella&#8221; e la successiva specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; compaia l&#8217;indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.<br />
Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V&#8217;è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala.<br />
È configurabile il reato di frode nell&#8217;esercizio del commercio qualora venga consegnata all&#8217;acquirente mozzarella qualificata come &#8220;bufala campana d.o.p.&#8221;, la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l&#8217;impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all&#8217;art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che &#8220;il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura&#8221;.</p>
<p><strong>Tipologie</strong><br />
In aree specifiche dove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana può assumere le specificazioni di &#8220;aversana&#8221; o &#8220;piana del Volturno&#8221;, &#8220;pontina&#8221;, &#8220;piana del Sele&#8221;. La famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest&#8217;ultima specialmente nell&#8217;agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola.</p>
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		<title>Treccia di Mozzarella di Bufala 500 grammi</title>
		<link>https://azbuy.it/negozio/latticini/treccia-di-mozzarella-di-bufala-500-grammi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Di Lieto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 15:29:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La treccia di mozzarella di bufala campana è un formaggio molle, fresco e a pasta filata prodotto tradizionalmente nelle province di Napoli, Caserta e Salerno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Treccia di Mozzarella di Bufala Campana è un prodotto caseario di eccellenza, realizzato con latte di bufala di alta qualità proveniente dalla Campania. Con un peso di 1 kg, questa splendida treccia si distingue per la sua forma intrecciata caratteristica, la superficie liscia e il colore bianco porcellanato. La sua consistenza è morbida ed elastica, con un sapore fresco e delicato. Perfetta da gustare in purezza con un filo d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, oppure abbinata a pomodori freschi e basilico per una classica insalata caprese. Ideale anche come ingrediente per pizze, bruschette e antipasti raffinati. Conservare a temperatura ambiente e consumare entro pochi giorni. Formato: 500 grammi</strong></p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all&#8217;anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione è ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, è fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e &#8220;mozzate&#8221; per ottenere la pezzatura desiderata.<br />
I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 g. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi più fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosità bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore è caratteristico e delicato. Il prodotto può anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali.<br />
L&#8217;affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommità è chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP.</p>
<p><strong>Composizione</strong><br />
La mozzarella di bufala presenta un contenuto in grasso rispetto alla sostanza secca &gt;52% ed una umidità massima del 65%. Il latte di bufala deve provenire dalla stessa zona della lavorazione casearia entro 16 ore dalla mungitura e con un titolo di grasso minimo del 7%. La distribuzione lipidica del latte bufalino è molto simile a quella del latte vaccino, anche se la concentrazioni totale degli acidi grassi è relativamente più alta. La distribuzione percentuale degli acidi grassi all&#8217;interno di un campo tipico è inoltre influenzata da fattori genetici, ambientali, dallo stato della lattazione, dallo stato fisico dell&#8217;animale e dall&#8217;alimentazione, con particolare rilievo delle variazioni stagionali. Il processo di lavorazione pare introdurre piccole variazione nella distribuzione di acidi grassi con un incremento percentuale delle concentrazioni di acidi polinsaturi e coniugati<br />
Distribuzione tipica degli acidi grassi nella mozzarella di bufala campana</p>
<p><strong>Denominazione d&#8217;origine</strong><br />
Un decreto del Ministero dell&#8217;Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta l&#8217;utilizzo della espressione &#8220;mozzarella di bufala&#8221; (anche senza la dicitura aggiuntiva &#8220;campana&#8221;) per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita &#8220;mozzarella&#8221; unitamente alla specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; a condizione che i singoli termini &#8220;mozzarella&#8221; e &#8220;latte di bufala&#8221; vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine &#8220;mozzarella&#8221; e la successiva specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; compaia l&#8217;indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.<br />
Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V&#8217;è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala.<br />
È configurabile il reato di frode nell&#8217;esercizio del commercio qualora venga consegnata all&#8217;acquirente mozzarella qualificata come &#8220;bufala campana d.o.p.&#8221;, la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l&#8217;impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all&#8217;art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che &#8220;il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura&#8221;.</p>
<p><strong>Tipologie</strong><br />
In aree specifiche dove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana può assumere le specificazioni di &#8220;aversana&#8221; o &#8220;piana del Volturno&#8221;, &#8220;pontina&#8221;, &#8220;piana del Sele&#8221;. La famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest&#8217;ultima specialmente nell&#8217;agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Mozzarella di Bufala 500 grammi</title>
		<link>https://azbuy.it/negozio/latticini/mozzarella-di-bufala-500-grammi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Di Lieto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 15:22:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mozzarella di bufala campana è un formaggio molle, fresco e a pasta filata prodotto tradizionalmente nelle province di Napoli, Caserta e Salerno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: large">La mozzarella di bufala campana è sovente definita &#8220;regina della cucina mediterranea&#8221;, ma anche &#8220;oro bianco&#8221; in ossequio alle pregiate qualità alimentari e gustative del prodotto caseario. Ha ottenuto la denominazione di origine controllata (DOC) nel 1993 e la denominazione di origine protetta (DOP) nel 1996. Il termine &#8220;mozzarella&#8221; deriva dal nome dell&#8217;operazione di mozzatura compiuta per separare l&#8217;impasto in singoli pezzi. La pezzatura delle mozzarelle che compongono 500g di prodotto, varia a seconda della produzione giornaliera, va da 4 mozzarelle da 125 g cad a 2 mozzarelle da 250 g cad Conservare a temperatura ambiente e consumare entro 2-3 giorni per avere il massimo come sapore al palato. Scadenza 15 gg</span></strong></p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all&#8217;anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione è ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, è fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e &#8220;mozzate&#8221; per ottenere la pezzatura desiderata.<br />
I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 g. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi più fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosità bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore è caratteristico e delicato. Il prodotto può anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali.<br />
L&#8217;affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommità è chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP.</p>
<p><strong>Composizione</strong><br />
La mozzarella di bufala presenta un contenuto in grasso rispetto alla sostanza secca &gt;52% ed una umidità massima del 65%. Il latte di bufala deve provenire dalla stessa zona della lavorazione casearia entro 16 ore dalla mungitura e con un titolo di grasso minimo del 7%. La distribuzione lipidica del latte bufalino è molto simile a quella del latte vaccino, anche se la concentrazioni totale degli acidi grassi è relativamente più alta. La distribuzione percentuale degli acidi grassi all&#8217;interno di un campo tipico è inoltre influenzata da fattori genetici, ambientali, dallo stato della lattazione, dallo stato fisico dell&#8217;animale e dall&#8217;alimentazione, con particolare rilievo delle variazioni stagionali. Il processo di lavorazione pare introdurre piccole variazione nella distribuzione di acidi grassi con un incremento percentuale delle concentrazioni di acidi polinsaturi e coniugati<br />
Distribuzione tipica degli acidi grassi nella mozzarella di bufala campana</p>
<p><strong>Denominazione d&#8217;origine</strong><br />
Un decreto del Ministero dell&#8217;Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta l&#8217;utilizzo della espressione &#8220;mozzarella di bufala&#8221; (anche senza la dicitura aggiuntiva &#8220;campana&#8221;) per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita &#8220;mozzarella&#8221; unitamente alla specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; a condizione che i singoli termini &#8220;mozzarella&#8221; e &#8220;latte di bufala&#8221; vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine &#8220;mozzarella&#8221; e la successiva specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; compaia l&#8217;indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.<br />
Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V&#8217;è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala.<br />
È configurabile il reato di frode nell&#8217;esercizio del commercio qualora venga consegnata all&#8217;acquirente mozzarella qualificata come &#8220;bufala campana d.o.p.&#8221;, la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l&#8217;impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all&#8217;art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che &#8220;il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura&#8221;.</p>
<p><strong>Tipologie</strong><br />
In aree specifiche dove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana può assumere le specificazioni di &#8220;aversana&#8221; o &#8220;piana del Volturno&#8221;, &#8220;pontina&#8221;, &#8220;piana del Sele&#8221;. La famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest&#8217;ultima specialmente nell&#8217;agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mozzarella di Bufala 1 Kg</title>
		<link>https://azbuy.it/negozio/latticini/mozzarella-di-bufala-1-kg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ileana Barilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 11:37:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PRODOTTO DA CASEIFICIO FARINA &#8211; CASORIA (NA) Gli ordini pervenuti entro le ore 12:00 dal lunedì al giovedì, saranno spediti in giornata, utilizzando l&#8217;ultima produzione del caseificio di nostra selezione Gli ordini pervenuti dopo le 12.00 del giovedì, venerdì, sabato e domenica, saranno spediti il lunedì La mozzarella di bufala campana è un prodotto caseario dell&#8217;Italia Meridionale, prodotto tradizionalmente in Campania, soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PRODOTTO DA CASEIFICIO FARINA &#8211; CASORIA (NA)</strong><br />
Gli ordini pervenuti entro le ore 12:00 dal lunedì al giovedì, saranno spediti in giornata, utilizzando l&#8217;ultima produzione del caseificio di nostra selezione<br />
Gli ordini pervenuti dopo le 12.00 del giovedì, venerdì, sabato e domenica, saranno spediti il lunedì<br />
La mozzarella di bufala campana è un prodotto caseario dell&#8217;Italia Meridionale, prodotto tradizionalmente in Campania, soprattutto nelle province di Caserta e Salerno. La produzione di questo formaggio tipico si svolge anche in altre parti della Campania nonché nel Lazio meridionale, nell&#8217;alta Puglia e nel comune di Venafro in Molise.<br />
Il termine mozzarella deriva dal nome dell&#8217;operazione di mozzatura compiuta per separare l&#8217;impasto in singoli pezzi. È spesso definita regina della cucina mediterranea, ma anche oro bianco o perla della tavola, in ossequio alle pregiate qualità alimentari e gustative del prodotto.</p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all&#8217;anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione è ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, è fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e &#8220;mozzate&#8221; per ottenere la pezzatura desiderata.<br />
I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 g. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi più fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosità bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore è caratteristico e delicato. Il prodotto può anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali.<br />
L&#8217;affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommità è chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP.</p>
<p><strong>Composizione</strong><br />
La mozzarella di bufala presenta un contenuto in grasso rispetto alla sostanza secca &gt;52% ed una umidità massima del 65%. Il latte di bufala deve provenire dalla stessa zona della lavorazione casearia entro 16 ore dalla mungitura e con un titolo di grasso minimo del 7%. La distribuzione lipidica del latte bufalino è molto simile a quella del latte vaccino, anche se la concentrazioni totale degli acidi grassi è relativamente più alta. La distribuzione percentuale degli acidi grassi all&#8217;interno di un campo tipico è inoltre influenzata da fattori genetici, ambientali, dallo stato della lattazione, dallo stato fisico dell&#8217;animale e dall&#8217;alimentazione, con particolare rilievo delle variazioni stagionali. Il processo di lavorazione pare introdurre piccole variazione nella distribuzione di acidi grassi con un incremento percentuale delle concentrazioni di acidi polinsaturi e coniugati<br />
Distribuzione tipica degli acidi grassi nella mozzarella di bufala campana</p>
<p><strong>Denominazione d&#8217;origine</strong><br />
Un decreto del Ministero dell&#8217;Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta l&#8217;utilizzo della espressione &#8220;mozzarella di bufala&#8221; (anche senza la dicitura aggiuntiva &#8220;campana&#8221;) per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita &#8220;mozzarella&#8221; unitamente alla specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; a condizione che i singoli termini &#8220;mozzarella&#8221; e &#8220;latte di bufala&#8221; vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine &#8220;mozzarella&#8221; e la successiva specificazione &#8220;di latte di bufala&#8221; compaia l&#8217;indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.<br />
Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V&#8217;è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala.<br />
È configurabile il reato di frode nell&#8217;esercizio del commercio qualora venga consegnata all&#8217;acquirente mozzarella qualificata come &#8220;bufala campana d.o.p.&#8221;, la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l&#8217;impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all&#8217;art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che &#8220;il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura&#8221;.</p>
<p><strong>Tipologie</strong><br />
In aree specifiche dove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana può assumere le specificazioni di &#8220;aversana&#8221; o &#8220;piana del Volturno&#8221;, &#8220;pontina&#8221;, &#8220;piana del Sele&#8221;. La famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest&#8217;ultima specialmente nell&#8217;agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola.</p>
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